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Ieri mattina eravamo ancora a Syabru. Ci siamo svegliati alle 5.30, per poter fare colazione e caricare tutti i nostri bidoni, tende, ecc., sull'autobus locale che partiva alle 6.30. La strada è ancora interrotta e l'agenzia non ha trovato alcun mezzo disponibile solo per noi. Così, viva l'autobus locale!!! Ci siamo seduti negli ultimi posti di questo bus a 30 posti, tutti i sedili erano pieni. Tutto è stato tranquillo fino alle 6.30, l'ora della partenza, quando l'autista ha acceso il motore e insieme ha dato una strombazzata.... A quel punto altre 30 - 40 persone si sono precipitate sul bus, chi dentro, chi sul tetto. Morale 60 - 70 persone su un mezzo da 30!... Va beh che sono piccoli, però... Vicino a noi una mamma è riuscita ad incunearsi, tra Claudio ed un inglese, e poi, per osmosi, sono riusciti a starci anche la figlia, di 12 - 13 anni, un bimbo di circa 6 anni e due bambinetti di 3 - 4 anni... Le nostre ginocchia erano bloccate dai nostri zaini, dalle loro borse, da pezzi di bambino addormentato ecc. E così sono state per le sucessive 3 ore, quando finalmente l'autobus ha smesso di barcollare e di scuotere le sardine al suo interno, ha spento il motore, e la gente ha cominciato ad uscire. Circa 20 minuti dopo, quando siamo riusciti ad uscire anche noi, ci siamo trovati all'interruzione della strada, la dove bisogna fare circa 15 minuti a piedi e prendere un altro autobus. Kaila e Krisna, efficienti come al solito, si preoccupano di scaricare il materiale e di trovare i portatori per il trasbordo. Noi scendiamo lungo il tratto franato della strada. Hanno già fatto gran parte del lavoro, manca solo una piccola parte per liberare completamente la strada. Arrivati ai bus dall'altra parte della frana troviamo quello mandato dall'agenzia. Dopo circa un'ora arrivano i bidoni e Kaila ha il suo bel daffare a dirigere lo stivaggio e a pagare i portatori insieme, con almeno 50 voci che gli urlano nelle orecchie. Finalmente si riparte. Il driver è piccoletto ma deciso e mostra delle braccia che non sono sicuramente frutto dell'andare in palestra, ma del manovrare l'ampio volante di quel pesante mezzo senza servosterzo. Per 3 ore percossiamo in discesa la strada sterrata e verso le 14.00 ci si ferma a Trisuli Bazar. "Dal Bath" dice Kaila. Tutti hanno fame, compresi noi, e ci lanciamo sulla montagna di rido e verdure arrivato sul tavolo. 20 minuti dopo si riparte, questa volta sull'asfalto. Il viaggio per Karthmandu sarebbe senza storia, se non fosse per la guerra personale intrapresa dall'autista contro tutti i mezzi, quelli che supera e quelli che incrocia, nonchè contro la strada stessa... Dopo aver sfiorato 30 bus, 12 camion e 14 spuntoni di roccia (che pelo!!!), verso le 17.00 siamo a Kathmandu, bloccati nel traffico della circonvallazione. Piano piano arriviamo a Basundara, sede dell'agenzia. Qui si scarica il materiale, si beve una birra e poi una jeep ci porta in albergo. Ci arriviamo che è ormai buio. Una doccia veloce e di corsa all'Everest Steak House, a mangiare la carne che stavamo sognando da 4 giorni. Usciamo di là con la pancia gonfia e talmente appesantiti che riusciamo a malapena a trascinarci lungo le vie di Thamel, fino all'albergo. Oggi giornata di relax: Colazione, tagli di capelli (per qualcuno), visita di Miss Hawley, pranzo alla Dolce Vita e pennichella..... Alla prossima Ciao a tutti
Nella foto: Il local bus che abbiamo usato
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